Da Fininvest a Alfanovest
by dodoreale
Mentre l’ennesima tempesta scuote l’Europa, con il declassamento del rating portoghese a “spazzatura”, mentre scopriamo di avere la luce e il gas più alti di Europa, mentre le pensioni vengono tagliate, mentre la benzina va alle stelle, queste le preoccupazioni del nostro Governo.
Tremonti a Silvio: «Non sono Alfano». Fonte: Governo italiano.
Venerdì scorso, quando s’è ritrovato il comma salva Fininvest «nella mia manovra», Giulio Tremonti è andato ben oltre: «Silvio, devi capire che io non mi chiamo Alfano, è chiaro?».
Che è accaduto? Da Palazzo Chigi, infatti, «una manina» ha elaborato un ritocco alla manovra economica licenziata il giorno prima dal consiglio dei ministri. Ma non è un dettaglio. No. In quelle poche righe, inserite in calce all’articolo 37 del testo, c’è la norma che salverebbe Fininvest dall’esborso di 750 milioni che finirebbero nelle casse della Cir di Carlo De Benedetti se la sentenza civile sul lodo Mondadori – attesa a giorni – desse torto a Cologno Monzese.
Impossibile far luce sull’esecutore materiale, che probabilmente è un tecnico di Palazzo Chigi. Improbabile risalire all’ispiratore, anche se a via XX settembre sospettano ora di Niccolò Ghedini ora di Angelino Alfano, che smentiscono. Facile però, nell’ottica tremontiana, intercettare «il mandante»: Silvio Berlusconi.
Quando viene avvertito della presenza della norma “salva Fininvest” nella sua manovra, «Giulietto» va su tutte le furie.
«Io devo fare una manovra di rientro dal debito. E, perché possa iniziare a “tagliare”, ho bisogno di cominciare dai costi della politica. E tu che fai? Mi chiedi di salvare la tua azienda?». «Silvio, guarda che io non mi chiamo Alfano, chiaro?».
«Non posso mettere la faccia su questa norma. Se però insisti», scandisce nel week-end, «te ne assumi per intero la responsabilità. Altrimenti, levo il disturbo e mi sostituisci con chi ti pare, Bini Smaghi compreso».
«O va via quel comma o va via il sottoscritto».
L’aggettivo con cui Palazzo Chigi accompagna il ritiro della leggina salva Fininvest – «era una norma giusta» – è il tassello che rende possibile la ricomposizione del quadro. Quello che rende chiara ed evidente l’assunzione di responsabilità da parte del premier. Anche se, scommette uno dei fedelissimi del premier a partita chiusa, «dopo questo scontro temo che il Presidente e Tremonti non si rivolgeranno la parola mai più». E dice proprio così, «mai più».
Ma, dico io, non potete ridarci Fini? Che, insomma, rispetto a questi… un misero appartamento tropicale.
Leggi tutto l’articolo di TOMMASO LABATE qui: Governo italiano
